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Bicchieri e Calici Da Vino


Il colore, la forma e la materia prima di cui sono composti i bicchieri influiscono non poco per gustare e apprezzare il vino di qualità. I bicchieri migliori sono quelli a calice, di cristallo, incolore e senza motivi ornamentali.

Ciò non è una questione di moda o di fantasia: il contenitore neutro serve ad esaminare il colore del vino e giudicarne la validità o gli eventuali difetti. Assieme al profumo e al sapore, proprio il colore è una delle caratteristiche fondamentali di un vino.

E già da come si manifesta si possono fare le prime deduzioni sulla qualità del vino, sulla sua età e sul suo stato di conservazione. Le diverse sfumature e tonalità rivelano all' occhio dell' intenditore molti dati fondamentali, talvolta anche il vitigno di provenienza delle uve. Ovvio che, un bicchiere in vetro colorato e decorato, per quanto bello, impedisce questa lettura a "prima vista".

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Il colore può essere accettato solo nel caso in cui, durante un banchetto, vengano adoperati dei preziosi bicchieri antichi, tipo Murano o Boemia, quelli che un tempo venivano colorati con tinte preziose, verdi, blu o rosate. In questo caso, sarà opportuno eseguire un controllo preliminare dei vini da servire a tavola, esaminandone il colore a parte e assaggiandoli separatamente con bicchieri idonei. In ogni altro caso, il colore tradizionale ammesso è quello del gambo di alcuni bicchieri per vini bianchi: esempio tipico il bicchiere alsaziano con lo stelo verde più o meno scuro.

 

La Degustazione del Vino


L'oggetto che più di ogni altro contraddistingue il sommelier è senza dubbio il luccicante tastevin in argento.

Rimane da discutere in che misura questo oggetto sia portato per effettivo bisogno e in che misura lo sia per "colore" visto che gli assaggi possono essere fatti con un comune bicchiere.

Il tastevin borgognone (ne esistono anche tipi di foggia e materiale diverso), usato dalla F.I.S.A.R., risale alla fine del XVII sec.; è circolare, con una grossa bolla centrale (il livello, che indica quanto vino versare) e reca internamente una serie di otto perle rientranti (per l'esame dei vini rossi) e alcune nervature incavate (per fare risaltare limpidezza e colore dei vini bianchi).

Il Tastevin d'argento
Il Tastevin d'argento


Disposte in modo concentrico al livello centrale, 14 piccoli rilievi semisferici hanno la funzione di ossigenare più velocemente il vino versato, agitando il tastevin. Per essere usato, il tastevin deve essere staccato dalla catena: i vini bianchi si degustano impugnandolo con la mano sinistra e versando il vino con la destra. Il vino rosso va prima versato appoggiando il tastevin sul tavolo di servizio, poi viene esaminato impugnando il manico sul poggiadito del tastevin con la mano destra. Il tastevin non va lavato con acqua ma deve essere semplicemente asciugato con un panno, pulito e privo di odori, dopo l'uso.

Indispensabile attrezzo, non solo del sommelier, è il cavatappi: sul mercato si trovano infiniti modelli di questo oggetto, taluni anche originali e molto ingegnosi, ma non tutti pratici e funzionali.
Un cavatappi professionale deve essere leggero, facilmente impugnabile, non ingombrante e di veloce uso; un buon cavatappi deve presentare una spirale (detta altrimenti "verme") lunga almeno 6 cm, a filettatura larga, piatta nella parte superiore e arrotondata in quella inferiore, solcata da una scanalatura centrale che permetta una maggiore presa nel sughero.