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Italia: il rapporto del Wef - World Economic Forum

Italia: il rapporto del Wef - World Economic ForumCome mai, i dati sulla competitivit ci danno in costante svantaggio? Interessanti, come elemento di analisi, sono i risultati forniti dal Terzo Rapporto sulla competitivit nel settore viaggi e turismo 2009 presentato dal WEF (World Economic Forum) allinizio di marzo. Secondo il Rapporto il nostro Paese poco competitivo nel settore del turismo e mantiene la 28a posizione, confermando i dati del 2008. NellIndice di competitivit, vengono misurati i diversi sistemi di regolamentazione e di business identificati come leve per promuovere la competitivit nel settore turistico nei diversi Paesi del mondo. In testa tra i 133 Paesi presi in considerazione ci sono ancora una volta Svizzera, Austria e Germania. A completare la classifica dei top ten troviamo Francia (4 rispetto il 10 posto del 2008), Canada (dal 9 al 5), Spagna (scende dal 5 al 6), Svezia (dall8 al 7), Usa (scende dal 7 all8), Australia (scende dal 4 al 9) e Singapore (dal 16 sale al 10). Non va meglio la classifica europea, in cui ci piazziamo solo al 21 posto e rimaniamo a guardare la Germania al 3 posto, la Francia al 4 e la Spagna al 5. E, come se non bastasse, il Paese con la pi grande offerta di opere darte, paesaggio e cultura, preceduto da Portogallo, Grecia, Cipro, Malta, Estonia e Belgio. Siamo il primo Paese al mondo per il numero di siti inclusi nella lista dei Patrimoni dellUmanit dellUnesco ed una destinazione dotata di eccellenti infrastrutture turistiche, tuttavia non riusciamo ad essere competitivi a causa dei pessimi giudizi ottenuti in materia di Competitivit dei prezzi per viaggio e turismo (124 posto) e per la sostenibilit dello sviluppo dell'industria turistica (113 posto). Il Wef, pur riconoscendo che lItalia il Paese pi ricco in termini di patrimonio storico-culturale, nota che la nostra competitivit turistica evidentemente frenata da una serie di fattori. Primo fra tutti il solito peso della burocrazia che ci fa arretrare al 71 posto rispetto al 2008. Come gi accaduto lo scorso anno, il nostro Paese non brilla, infatti, alla voce Politiche e regolamentazioni, dove si aggiudica il 57 posto, a causa delle fortissime restrizioni alla propriet straniera (102) e alle regole relative agli investimenti diretti (109). Altri elementi che penalizzano la competitivit del settore, cos come dellintero sistema-Paese, sono larretratezza delle infrastrutture di trasporto terrestre (40 posto) e la netta percezione che il turismo non sia considerato una priorit da parte del Governo (97 posto), pur essendo uno dei settori-chiave per leconomia. Nonostante questo, il Rapporto, che non a caso questanno si sottotitola Gestire il turismo in un momento di turbolenza, ci riconosce il 3 posto relativamente leccellenza delle infrastrutture turistiche, l8 per le risorse culturali mentre ci piazza al 19 posto sia per i livelli di igiene e sanit che per le infrastrutture aeroportuali. Roberta Leprotti

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